Il mio nome è Bond, CAT BOND!

Potrebbe sembrare una notizia falsa eppure noi di amici gattari non siamo mai stati così sinceri i Gatti Spia sono esistiti realmente.

IL MIO NOME è BOND, CAT BOND! Quante volte vi è capitato di vedere un gatto immobile, con lo sguardo fisso nel vuoto e vi siete domandati che cosa stesse facendo? E se dietro a questo comportamento bizzarro ci fosse altro? E se in realtà stesse osservando e ascoltando attentamente le vostre conversazioni o quelle di un vicino.

Questo articolo è tratto dal libro “Fatti i gatti tuoi” di Federico Santaiti 

Gatto Spia in azione!

 

Non è la trama di un nuovo episodio di Garfield, ma qualcosa di molto più reale:

Nei primi anni ’60 in piena Guerra Fredda la CIA addestrò per davvero dei gatti perché spiassero i diplomatici sovietici presenti sul territorio nazionale. Il nome in codice del progetto era: Acoustic Kitty.

Perché usare un gatto? Semplice, negli Stati Uniti nelle zone residenziali si estendono ville e abitazioni con giardino per la maggior parte prive di cancelli e recinzioni, nonostante la proprietà privata sia qualcosa di sacro ed inviolabile per gli americani, i gatti, famosi per la loro curiosità godono di grande libertà a tal punto da potersi avventurare in ogni cortile o giardino senza rischiare di essere arrestati.

Il progetto “Cat Bond “consisteva proprio nell’usare un gatto sfruttando la sua predilezione per davanzali, panchine e pattumiere con l’intento di registrare suoni e voci intercettati dagli 007 in ascolto. Nel quartier generale della CIA a Langley si convinsero presto che, una volta addestrati, i gatti sarebbero andati proprio dove avvenivano le conversazioni da captare.

007 CatBond

Fu così che la CIA reclutò un veterinario che impiantò un piccolo trasmettitore radio sul retro del collo del gatto, un microfono nel condotto uditivo e un filo quasi invisibile sulla pelliccia che collegava i due dispositivi.

Segui ovviamente un addestramento speciale per i Gatti spia, in modo da insegnare quali suoni specifici avrebbero dovuto ricercare. Ma se bene l’idea di base avesse del potenziale, la CIA dovette ben presto fare i conti con i primi problemi. Alcuni di tipo tecnologico: le batterie dei dispositivi dovevano essere piccolissime per essere inserite nei gatti che sono appunto degli animali di piccola taglia, il che poneva fin da subito il problema della durata limitata di tali batterie.

Altra questione molto più importante: i gatti sono dei mangioni, sono attratti dal cibo e dai buoni profumi, e gli addestratori capirono ben presto che questo avrebbe compromesso ogni missione.

il gatto avrebbe smesso di “lavorare” non appena avrebbe fiutato qualcosa di appetibile

 

Nonostante queste complicazioni, la CIA decise di testare ugualmente il Gatto spione. La prima missione di Acoustic Kitty consisteva nell’ascoltare due uomini in un parco nei pressi dell’Ambasciata Sovietica a Washington. La missione fu un fallimento, il Gatto non appena liberato, ignorò completamente gli ordini allontanandosi dalla zona X. Inutile aggiungere altro se non i costi folli di questa operazione che è diventata di dominio pubblico nel 2001; la CIA spese la bellezza di 20 milioni di dollari per creare i gatti 007.

Perché i gatti saranno anche spioni e ascoltatori di conversazioni, ma al suono delle crocchette che cadono nella ciotola non sanno resistere.

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Il mio Nome è Bond Cat Bond!

 

 

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